D'altronde, non potevo pensare ad un popolo che, proprio quando le dure politiche di austerity degli anni passati iniziano a dare i propri frutti, abbandona la strada dell'euro stracciando sacrifici e sangue. Tanto più che, per come è messa l'economia italiana oggi, tornare alla lira, oltre che essere un'idea abbondantemente superata, sarebbe un suicidio. Non solo, conoscendo Grillo ed il suo fare diplomatico, tra due settimane ci saremmo ritrovati con l'intera Europa sul piede di guerra a causa dei ripetuti insulti del comico genovese.
A questo si aggiunge il misero 17% di Forza Italia, un altro segno del ritrovato senno degli italiani (malgrado 17 su 100 vivano ancora nel '94, a quanto pare). Dunque, un ulteriore sorriso mi ha rischiarato la giornata quando ho pensato al buon Silvio che, intento a svolgere con zelo i suoi obblighi sociali, vede arrivare da lontano Emilio Fede, correndo con un bollettino, per poi dare tutto trafelato l'annuncio della disfatta.
Ah, cara Italia, ora si che siamo in sintonia. Spero solo che questa vittoria di Renzi non significhi un ritorno della Democrazia Cristiana, per il resto sono ben felice che il giovane fiorentino faccia strada. Anche il mio simpatizzante Tsipras, poi, ha superato lo sbarramento mettendo la ciliegina sulla torta su quello che è il nuovo inizio dell'Europa del Partito Popolare Europeo nella quale, sinceramente, io credo.
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