Di fronte alle condizioni umane di chi vive in certe zone, tuttavia, noi occidentali mostriamo una ristrettezza di vedute incredibile - vedi i leghisti -, che nel terzo millennio dovrebbe essere superata. Certo, ci sono alcune eccezioni, come i liberisti a stelle e strisce o gli illuminati nord-europei, ma in quasi tutti i paesi più ricchi si vive ancora di stereotipi ed efferato campanilismo.
Dopodiché dovremmo renderci conto di come gli uomini, al di là del colore della loro pelle, sono tutti uguali e che, semmai, sono quelli che provengono dai paesi più ricchi ad essere realmente pericolosi per la società. Invece, quando un tedesco o un francese arrivano in Italia nessuno li addita come "sporchi immigrati", cosa che invece avviene apertamente con chi emigra dall'Africa o altre zone meno sviluppate: così nasce l'odissea dei CIE, dei centri di smistamento o delle ridicole leggi sul reato di immigrazione.
Ovviamente, è giusto restare legati alle proprie origini, perché sono l'eredità della nostra storia, così come vanno tutelate le tradizioni di ogni popolo - compresa la sua terra d'origine -. Quello che non si può più accettare è il modo in cui ancora troppa gente si nasconde dietro ad un pregiudizio nei confronti di un altro essere umano, anziché riconoscersi nella fratellanza dell'essere-umani
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