Il Texas è da sempre noto per le mandrie di bovini che, oltre ad aumentare incredibilmente l'effetto serra, consumano una quantità incredibile di acqua: un manzo ha bisogno di oltre 4300 litri d'acqua nella sua vita prima di essere macellato, alla faccia di quel miliardo e quattrocento milioni di persone che non ha accesso all'acqua potabile.
L'11% della popolazione mondiale consuma, infatti, l'80% delle risorse idriche del pianeta, ed al vertice della piramide degli sprechi ci sono proprio i nostri amici a stelle e strisce. Un italiano, ogni giorno, utilizza circa duecento litri di acqua per il proprio sostentamento -considerando quanta ne è servita per portare in tavola il cibo che mangia, per l'igiene personale, per produrre le cose che utilizza ecc.-; un americano medio, invece, ne impiega oltre seicento, mentre chi vive nei paesi meno sviluppati del mondo riesce a tirare avanti con soli venti litri al giorno del prezioso oro blu.
La California, invece, è per me il vessillo dell'idiozia umana. Sappiamo per certo che, in un tempo non molto lontano, essa dovrà vedersela con la faglia di Sant'Andrea che promette tsunami enormi, maremoti e terremoti di magnitudo devastante. Ma che importa? Nella patria del capitalismo è impensabile lasciare un appezzamento di terra vuoto, e così hanno costruito edifici persino in riva al mare. Lo sanno che la pacchia del surf sulle onde oceaniche e di spiagge immacolate non durerà per sempre? Mah, vedano loro.
Per adesso, madre natura si è limitata ad una piccola avvisaglia che sicuramente si risolverà con lo sfruttamento sottopagato delle risorse idriche di qualche paese del terzo mondo per far sì che le fontane in Texas continuino a zampillare, anche se qualche povero africano dovrà lasciare l'unico pozzo nel raggio di chilometri alla causa statunitense. Dopodiché tutta la faccenda verrà insabbiata rapidamente e i bufali dei ranch texani potranno continuare a bagnarsi allegramente nell'acqua insanguinata che sgorga dai tubi del capitalismo.
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