Ora, probabilmente vi starete chiedendo come mai a noi spetti un voto così misero, e la risposta è probabilmente che in Italia c'è talmente tanta corruzione da non potersi permettere di pagare ulteriori tangenti. Ok, noi abbiamo Genny 'a carogna, il Pagante e altri fenomeni più o meno sgradevoli, ma non si può negare che dall'arte alla cucina, dagli economisti alle rapine a mano armata, dettiamo legge in un sacco di ambiti.
Vorrei sottolineare come S&P sia un'agenzia statunitense, il che già compromette la parzialità del giudizio, tanto più che io a quel Paese mi sento di invidiare soltanto i rapper ed il campionato di basket. Per il resto hanno dei politici ancora più loschi dei nostri, un apparato sociale che si basa sul fregare le classi inferiori sfruttando i media, delle multinazionali venditrici di cancro in lattina ( Coca Cola zero: gusto Coca Cola, zero superstiti ) ed infine, diciamocelo, ha più stile un ignorante come Balotelli che un fighetto come Beckham; intanto, però, gli USA sono targati AA+.
Il problema è che noi siamo un Paese di menti ed artisti, che migliorano il mondo anche senza servire esclusivamente il Dio Denaro, l'unica divinità che gode ancora di un certo rispetto nel ventunesimo secolo. Per rispettare il vero valore dell'Italia, dunque, io mi appello alle autorità competenti affinché facciano capire a questi agenti di rating che un affresco di Michelangelo vale più di Big Mac con patatine. Oltre alla campagna culturale, però, vorrei anche appellarmi a colui che diventerà il nostro nuovo Garibaldi, l'unico grande avversario del suddetto Dio Denaro: Bobo Vieri. Bobone, i soldi per corrompere i pezzi grossi di S&P non ce li abbiamo, ma tu prova a fargli vedere quanto valgano realmente le veline italiane.
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