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domenica 8 dicembre 2013

Inforcati Jr.

Oggi, finalmente, a Torino non si respira l'atmosfera della classica domenica da coma, malgrado non sia l'aria natalizia a sollevare gli animi: per tutto il giorno non si è fatto altro che discutere sulla possibile chiusura delle scuole a causa della protesta dei Forconi.

Il risultato è uno dei fake meglio riusciti degli ultimi tempi, ma anche un grande invito a cambiare le cose in questo Paese, dove un sindaco dalle dubbie capacità è libero di soffocare il disprezzo dei giovani nei confronti di una classe politica disastrata, eletta per giunta con una procedura anticostituzionale. In un Paese dove i sindacati difendono solo operai, pensionati e impiegati pubblici, in cui cani e porci vivono di soldi pubblici, è davvero ora di cambiare le cose.

Viviamo in una nazione che, per tradizione, è governata da vecchi, in cui tutto è nelle loro mani. Il risultato sono giovani che non avranno una pensione a fronte di orde di baby-pensionati, impiegati pubblici strapagati ed inetti a fronte di giovani imprenditori soffocati dalle tasse, politici corrotti sulle seggiole da trent'anni a fronte di trentenni che meriterebbero la seggiola ben di più.

Non a caso abbiamo un'istruzione pubblica che fa schifo, un'istruzione privata lasciata in mano agli strizzacervelli cattolici, servizi di trasporto pubblico ai limiti del ridicolo (o del pianto, volendo), ma la sanità è pubblica e funzionante. Tutto è fottutamente predisposto allo strapotere dei VECCHI.

E noi studenti non partecipiamo alla più grande protesta italiana? Proprio noi che risentiamo maggiormente del peso delle fasce d'età superiori che grava sulla nostra Italia? Noi giovani, che ci troviamo di fronte ad una nazione segnata da ottant'anni di politiche improvvisate ed autolesioniste?

Altro che sottostare ad un sindaco incapace, noi studenti saremmo dovuti i  primi ad essere in piazza domani, a prenderci il futuro che ci spetta di diritto. Perchè dobbiamo crescere col mito di trasferirci altrove? Che si trasferiscano quelli che hanno ridotto in malora il Bel Paese, io non ci sto.

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